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La storia di Maria Maddalena può essere incentrata su un unico tema centrale e costante, anche se con diverse variazioni. Il racconto è il seguente: poco dopo la crocifissione di Gesù, Maria Maddalena insieme ai fratelli Marta, Lazzaro, Maria Salomè, una bambina nera di nome Sara e Giuseppe di Arimatea, viaggiarono per mare fino alla costa dell'attuale Provenza. Il motivo che aveva spinto il gruppo ad intraprendere il viaggio varia secondo la versione dei vari autori.

Secondo alcuni erano fuggiti alle persecuzioni contro la Chiesa primitiva; secondo altri erano stati deliberatamente mandati alla deriva dai loro nemici su una nave senza timone e senza remi. Solo per un miracolo riuscirono ad approdare sulla terraferma.

Il gruppo sbarcò dove ora si trova il villaggio di SANTES-MARIES DE LA MER, in Camargue. Qui si divisero ed ognuno di loro prese vie diverse per diffondere la "buona novella".

Si racconta che Maddalena predicasse in tutta la regione, convertendo i pagani, prima di diventare eremita in una grotta a SAINTE BAUME. Alcune versioni raccontano che qui visse per 33 anni, dedicandosi alla penitenza ed alla meditazione. Quando morì, il suo corpo fu sepolto in quella città che da lei prese il nome.

Nel corso dei secoli il ruolo di Maddalena è stato interpretato in modi diversi, spesso riflettendo l'atteggiamento della Chiesa verso le donne. Di lei la Chiesa costruì un'immagine che non corrispondeva affatto al personaggio di cui si parla nei Vangeli; fece di lei una prostituta pentita, sminuendo, così, la sua importanza.

Fino a poco tempo fa il suo ruolo è stato considerato marginale nella storia di Gesù e dei suoi discepoli. Solo negli ultimi vent'anni la sua figura è stata vista dagli studiosi sotto una luce molto diversa ed, al giorno d'oggi ha l'importanza che merita.

In realtà lei è la sola donna, eccettuata la Vergine Maria, menzionata con il suo nome in tutti i Vangeli. La prima volta compare durante la predicazione di Gesù in Galilea e fa parte di un gruppo di donne che lo seguivano.

È colei da cui sono stati scacciati sette demoni. Il suo ruolo assume un nuovo significato, molto più profondo, con la sua presenza ai piedi della croce e quando diventa la prima testimone della Resurrezione.

Inoltre Maddalena fu la prima a ricevere tra i discepoli un incarico apostolico direttamente da Gesù: portare la notizia della sua Resurrezione agli apostoli. La Chiesa primitiva riconobbe l'importanza di questo episodio e le diede il titolo di APOSTOLA APOSTOLORUM: apostola degli apostoli.

In realtà, le donne avevano un ruolo molto importante nella missione di Cristo, anche se, leggendo i Vangeli, si ha l'impressione che i discepoli fossero solo uomini. Solo nel Vangelo di Luca vi è un riferimento alle donne. Ciò che appare insolito è che, negli altri Vangeli, la loro presenza viene nominata solo ai piedi della Croce; questo perché, molto probabilmente, esse sono state le uniche a rimanergli fedeli fino all'ultimo.

In ogni caso gli apostoli nutrivano nei confronti di Maddalena un sentimento di rivalità, dettato dalla gelosia ed alcuni di loro non approvavano il fatto che una donna ricoprisse un ruolo tanto importante.

Maria Maddalena appare, comunque, come una figura scomoda per la Chiesa. Solo nel 1969, infatti, la Chiesa cattolica revocò ufficialmente l'etichetta di prostituta affibbiata a Maddalena da Papa Gregorio, ammettendo così il proprio errore. Ciò nonostante l'immagine della Maddalena è rimasta quella della meretrice pentita.

Nei Vangeli lei asciuga i piedi di Gesù con i capelli; un atto intimo, se compiuto in pubblico da una donna; inoltre è ritratta con i capelli sciolti, a capo scoperto. Per una donna presentarsi in pubblico con la chioma al vento era considerato un grave peccato. A Maddalena, però, la cosa sembra non importare nulla, ed ancora più insolito è l'atteggiamento di Gesù che, non solo non la rimprovera, ma la incoraggia, prendendosela con chi ne critica la condotta. Entrambi si comportano come forestieri in terra straniera: non c'è dunque da meravigliarsi se non sono capiti, in particolare dai dodici. L'unzione non era una consuetudine ebraica, ma allora, a quale tradizione apparteneva?

Ai tempi di Cristo esisteva un rito pagano sacro in cui una donna ungeva il capo, i piedi e i genitali di un eletto per prepararlo ad un destino molto particolare. Era la cerimonia di consacrazione del re, durante la quale la sacerdotessa selezionava il prescelto e lo cospargeva d'olio aromatico, prima di conferirgli l'onore della regalità con un rito sessuale noto come IEROGAMIA.

L'unzione era parte della preparazione rituale alla penetrazione che sarebbe avvenuta durante la cerimonia, nella quale il sacerdote-re era pervaso dalla potenza del dio, mentre la sacerdotessa-regina era posseduta dalla grande dea. Senza il potere della donna, il sovrano prescelto non avrebbe potuto regnare e non avrebbe avuto nessuna autorità. Questo era il significato originario delle Nozze Sacre.

Il matrimonio sacro era un concetto familiare ai pagani dei tempi di Cristo. Alcune sue varianti erano comunemente praticate dai fedeli di numerosi culti come quello del dio egizio Osiride che la consorte Iside riuscì a resuscitare per il tempo sufficiente a concepire il figlio Horus. Nelle antiche civiltà, quindi, il concetto dell'unione sacra era, non solo molto diffuso, ma rappresentava un vero e proprio rapporto di simbiosi esistente tra maschile e femminile. Ne sono un esempio le relazioni intime tra Osiride ed Iside, Adone e Venere, Tamuz e Ishtar. In queste culture la gioia usciva dalla camera nuziale degli dei per diffondersi tra la gente che abitava nel loro regno.

Riti simili sono attestati in varie liturgie in tutto il vicino Oriente.

Il "Cantico dei Cantici" è considerato, da molti autori, l'adattamento di un antico poema liturgico relativo alla cerimonia dello HIEROS GAMOS di Iside ed Osiride. In tutti questi riti il re viene giustiziato e la sua sposa lo cerca, piangendone la morte, finché si riunisce a lui.

Le donne hanno avuto un ruolo molto importante anche nella Chiesa primitiva. Esse mettevano a disposizione la loro casa come luogo di incontro, ed alcune di loro prestavano servizio come diacone e perfino come sacerdotesse. Nei testi cristiani più antichi Maria Maddalena è identificata come la sposa archetipica dello sposo eterno, come il modello cui l'anima e l'intera comunità devono ispirarsi nella loro ricerca e nel loro desiderio di unione con il divino.

Indica la via della relazione erotica, la via del cuore e, insieme con il suo sposo, fornisce la possibilità di immaginare il divino come una coppia di amanti. Parla dell'armonia tra la ragione (logos) e la saggezza (sophia) che rappresenta il divino come unione tra gli opposti. L'unzione di Gesù, da parte di Maddalena, è, quindi, un rito che risale ai tempi della fertilità.

Gesù stesso riconobbe e lo approvò nel contesto del suo ruolo di sovrano destinato al sacrificio: "Lei ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura" (Mr 14,8-)

Nei Vangeli la Vergine Maria e Maria Maddalena rappresentano la Sophia più alta e la Sophia caduta. Vengono chiamate con lo stesso nome per mettere in rilievo il fatto che, a livello mistico, non sono che due aspetti della stessa figura. Nel rito cristiano di Sophia, la dea che rappresenta l'anima è la figura centrale, mentre il suo fratello e amante, simbolo della coscienza, è un personaggio secondario. Nel mito di Gesù è l'opposto; il dio uomo è il protagonista principale. Secondo gli gnostici cristiani nella storia di Cristo compaiono numerose allusioni alle nozze mistiche. La più importante è il rituale dell'Eucarestia, che si fonda su antichi riti ierogamici dei misteri pagani. I primi cristiani associavano il pane a Maria ed il vino a Gesù, che nel Vangelo di Giovanni è chiamato "la vera vite". Nell'atto cerimoniale consistente nel mangiare il pane e bere il vino, il dio uomo e la dea, vale a dire la coscienza e l'anima, entrano in comunione nel matrimonio mistico.

In precedenza, alle nozze di Canaan, Cristo aveva miracolosamente trasformato l'acqua in vino. Secondo gli gnostici cristiani ciò rappresenta il matrimonio mistico. Quello dell'acqua che diventa vino è un simbolo arcaico dell'ebbrezza estatica provocata da una trasformazione spirituale.

Tutto questo dimostra quanto il "femminino sacro" sia stato fondamentale nella società; senza il potere femminile, il potere maschile non esisterebbe e la società umana stessa perderebbe completamente la propria importanza ed il proprio valore.

Un ritratto molto bello di Maria Maddalena (o Maria di Magdala) è quello che ci riportano Anne e Daniel Meurois-Givaudan dalle loro letture delle cronache dell'Akasha, così ricca di amore e sapienza.

Ella è consapevole che solo le donne rappresentano un ponte permanente fra il mondo delle forze vitali e il nostro, capaci di assorbire dall'aria, ad ogni istante della vita, grandi quantità di energie sottili e di orientarle, liberandosi ad ogni lunazione delle sue ceneri. Il corpo di una donna più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e di trasformarla, così la Maddalena nei loro testi è anche una potente guaritrice dedita allo studio degli olii e alla ricerca dell'olio sacro in grado di trasformare l'animo umano aprendolo all'essenza dei Kristos.

La storia di Maria Maddalena ci racconta una vita da viandante: prima, secondo alcuni, immersa in studi sacri presso gli esseni o al sacerdozio di Iside, poi al seguito di Gesù di villaggio in villaggio, poi nella predica in Palestina, quindi esule in Francia e ancora in viaggio a predicare. Una donna che cammina sulla terra di luogo in luogo, ma sa anche fermarsi a meditare (in una grotta in Francia si ferma per anni, nutrendosi esclusivamente delle energie angeliche).

Maria di Magdala, prima fra gli apostoli, ci appare solenne nell'incedere e negli abiti (la tunica nera, il manto rosso).

Nei secoli Maria Maddalena viene identificata inoltre con la peccatrice, la prostituta che lava e unge i piedi di Gesù (e che, come vedremo, è invece un'altra donna) e in questo errore storico c'è qualcosa di estremamente affascinante ed importante che appartiene alla Maddalena. Si tratta della dimensione dell'autenticità assoluta, che apre lo spazio del sacro. Non è tanto importante nella storia l'umile e bassa condizione cui la prostituta appartiene, quanto la perfetta autenticità ed integrità del suo gesto, che vien messa a confronto con il manierismo degli altri discepoli.

È grazie a questa sua autenticità che alla Maddalena Gesù affida il suo messaggio più importante (la buona novella e, secondo alcuni, il suo insegnamento esoterico) ed è ancora in virtù di questa autenticità che Maria Maddalena può essere il canale che connette la terra e il cielo, il divino e il corporeo e apre la dimensione del sacro, della parola che trasforma, del rito, della guarigione.

Maria Maddalena nella Gnosi

In alcune sette gnostiche tra il 2° e il 5° secolo DC, Maria Maddalena giocava un ruolo simbolico molto importante. Si riteneva che per la sua vicinanza con Gesù avesse ricevuto una rivelazione speciale da Lui e conoscenze che in seguito Ella avrebbe trasmesso agli altri discepoli.

Maria Maddalena era anche l'archetipo del sacerdozio femminile.

Vi è un gruppo di fonti gnostiche che afferma di aver ricevuto una tradizione di insegnamenti segreti da Gesù tramite Giovanni e Maria Maddalena. Una parte di tale rivelazione aveva a che vedere con il concetto che il divino è sia maschile che femminile. Essi interpretarono ciò nel senso simbolico e astratto in cui il divino consiste da una parte dell'Ineffabile, del Profondo, del Padre Primo e dall'altra della Grazia, del Silenzio, della Madre di ogni cosa.

Nel "Vangelo di Maria" si racconta di quando gli apostoli, spaventati e disorientati dalla crocifissione, chiesero a Maria di infondere loro coraggio parlando degli insegnamenti segreti trasmessi a lei da Gesù. La Maddalena acconsentì e parlò loro fino a che Pietro, furioso, la interruppe chiedendo: "davvero Egli ha parlato privatamente di queste cose ad una donna e non apertamente con noi? Ci tocca ora davvero ascoltare Lei? Gesù preferiva dunque lei a noi?". Maria replicò: "Stai dicendo che dico cose che ho inventato io stessa o che sto mentendo a proposito del mio Signore?". A questo punto Levi intervenne dicendo "Pietro, sei sempre stato impulsivo. Ora stai parlando con lei come con un avversario. Se il Signore l'ha considerata degna, chi sei tu per rifiutarla? Sicuramente il Signore l'ha conosciuta molto bene. E questa è la ragione per cui l'ha amata più di noi". Al che gli altri furono d'accordo per accettare l'insegnamento di Maria e, incoraggiati dalle sue parole, uscirono a predicare. Vangelo di Maria 17.18 - 18.15.

MARIA DI MAGDALA ED IL GRANDE SEGRETO TEMPLARE

La Torre Magdala (con la M rovesciata) venne fatta costruire dall'abate Saunière a Rennes le Chateau: bisogna ben considerare il rovesciamento delle lettere, specialmente quelle indicanti un nome, poiché si tratta di un uso che i Templari facevano per indicare nomi o personaggi che "volutamente", da parte di chi ne aveva interesse, erano stati male indicati nei secoli. Non dico che Saunière fosse un neotemplare, di certo era a conoscenza (anche prima dei suoi ritrovamenti) di storia templare, stante la sua amicizia ed i diversi incontri con il deputato Camillo Dreyfus, massone-templare e direttore de "La Nation" di Parigi.

MARIA DI MAGDALA

Maria, dall'ebraico Miryam e dal greco Mariam o Maria (nella Bibbia dei Settanta, nei vangeli e negli Atti degli Apostoli) era un nome molto diffuso in Palestina ai tempi di Gesù e la si trova in iscrizioni antichissime scavate nelle regioni vicine, la cui più importante è la "mrym" indicata nelle tavolette di Ugarit (XV-XIV secolo a.C.) scoperte a Ras Shamra sulla costa fenicia. L'analisi della radice semitica, alla quale i filologi la fanno risalire, Maria potrebbe significare "ribelle", "amara" o "forte", ma anche "colei che si innalza" o che "è innalzata" oppure ancora "profetessa" o "Signora". La tradizione cristiana di San Gerolamo la fa derivare dall'ebraico "mar yam" (goccia di mare), in latino "stilla maris", o "Stella maris", "stella del mare", con cui viene pure indicata la madre di Gesù, chiamata Maria Vergine. Stella Maris era pure il nome di una nave templare che solcava la rotta di "Ofiuco", legata alla storia (o leggenda come molti ritengono) delle sette sorelle, alle quali si deve collegare la fondazione dell'Ordine delle sorelle di Maria Maddalena (anno 1224), ad opera del Cavaliere Templare Rodolfo di Worms.

Il Nuovo Testamento cita sei donne col nome di Maria, le cui più importanti sono Maria la madre di Gesù e Maria Maddalena o di Magdala. Magdala era il suo luogo d'origine, ubicato sulla costa occidentale del lago di Tiberiade, nei pressi dell'attuale Magdal. Il ruolo più importante, se così lo si può chiamare, Maria di Magdala lo ebbe quando fu presente, nel giorno del Sabato, alla sepoltura del Maestro. Dato che la religione ebraica vietava, al sabato, qualsiasi attività, il rito funebre fu celebrato il giorno successivo.

Ci sono racconti popolari provenzali che narrano che, Maria Maddalena sbarcò nella località detta "les Saintes-Mariesde-la-Mer", in compagnia di Marta e Lazzaro, fuggiti dalla prima persecuzione scatenata da Erode Agrippa contro i cristiani. Si sarebbe poi ritirata nei pressi di Marsiglia nella grotta chiamata "la Sainte Baume" dove sarebbe morta per poi essere sepolta a Saint-Maximin.

È nell'XI secolo che i benedettini di Vezelay cominciano a diffonderne il culto di Maria Maddalena, asserendo di essere i custodi delle sue reliquie, a loro consegnate per proteggerle dai Saraceni che più volte erano sbarcati in Provenza.

Tornando alla differenza fra le due Marie, Maria Magdalena e Maria di Betania, quest'ultima era la sorella di Lazzaro, l'amico che Gesù, sempre secondo i Vangeli, resuscitò.

Quando Gesù si trovava a Gerusalemme, frequentava abitualmente la casa a Betania, un villaggio adiacente alla città santa dove questa Maria abitava con Marta. Pochi giorni prima della crocifissione, Gesù si trovava a Betania, invitato da Simone il lebbroso, quando Maria, per ringraziarlo e rendergli omaggio gli versò sulla testa e sui piedi un prezioso balsamo che asciugò con i suoi capelli. Le circostanze sono molto diverse anche se l'ospitante si chiamava anch'egli Simone, un nome del resto molto diffuso. Questo Simone di Galilea è detto "fariseo" e non "lebbroso". D'altra parte l'unzione di profumo, era un onore che veniva tributato non di rado agli ospiti di rango. La "peccatrice" intervenuta al banchetto presso il fariseo Simone è una donna ben diversa da Maria di Betania.

Raban Maar asserisce che Maria Maddalena fosse di sangue reale perché di famiglia asmonita. La famiglia degli Asmonei, che comprendeva pure i Maccabei, terminò nel 40 a.C. quando Erode fu proclamato re di Giudea. Inoltre gli asmonei prediligevano le cose terrene, le proprietà e le ricchezze, all'ideale religioso.

Maria Maddalena, la Francia e i Catari

Secondo alcune fonti Maria Maddalena morì nel 63 d.C, all'età di 60 anni, in quella che oggi è St.Baume, nella Francia meridionale. Il suo esilio venne raccontato da Giovanni, nella "Rivelazione" (12:1-17), in cui descrive Maria e suo figlio e narra della sua persecuzione, della sua fuga e della caccia al resto del suo seme (i suoi discendenti) condotta senza tregua dai Romani. Oltre a Maria Maddalena, fra gli emigrati in Gallia nel 44 d.C, c'erano Marta e la sua serva Marcella. C'erano anche l'apostolo Filippo, Maria Iacopa (moglie di Cleofa) e Maria Salomè (Elena). Il luogo dove sbarcarono in Provenza era Ratis, divenuto poi noto come Les Saintes Maries de la Mer.

Tra le fonti scritte sulla vita di Maria Maddalena in Francia troviamo "La vita di Maria Maddalena", di Raban Maar (776-856), arcivescovo di Magonza (Mainz) e abate di Fuld.

In Francia Maria Maddalena avrebbe continuato l'opera di predica e di guarigione e trascorso lunghi anni in meditazione e in digiuno (nutrendosi esclusivamente della presenza degli angeli) in una grotta.

Il culto più attivo della Maddalena s'insediò poi a Rennes-le-Chateau, nella regione della Linguadoca. Ma anche altrove, in Francia, sorsero molti santuari dedicati a S.te Marie de Madelaine, fra cui il luogo della sepoltura a Saint Maximin-la-Sainte Baume, dove i monaci dell'ordine di san Cassiano vegliarono sul suo sepolcro e tomba in alabastro dall'inizio del 400. Un'altra importante sede del culto della Maddalena fu Gellone, dove l'Accademia di Studi Giudaici fiorì durante il IX° secolo. La chiesa a Rennes-le-Chateau fu consacrata a Maddalena nel 1059 e nel 1096, l'anno della Prima Crociata, ebbe inizio la costruzione della grande Basilica di santa Maria Maddalena a Vézelay. Nel redigere la Costituzione dell'Ordine dei Cavalieri Templari nel 1128, san Bernardo menzionò specificatamente il dovere di "obbedienza a Betania, il castello di Maria e Marta". È quindi molto probabile che le grandi cattedrali di "Notre Dame" in Europa, tutte sorte per volere dei Cistercensi e dei Templari, fossero in realtà dedicate a Maria Maddalena.

Nel 1209 un esercito papale di 30.000 soldati al comando di Simone di Montfort calò sulla regione della Linguadoca. Erano stati mandati a sterminare la setta ascetica dei catari (i Puri) che, secondo il Papa e Filippo II° di Francia, erano eretici. Il massacro, durato 35 anni, costò decine di migliaia di vite umane e culminò con l'orrendo eccidio al seminario di Montségur, dove oltre 200 ostaggi furono bruciati sul rogo nel 1244. In termini religiosi la dottrina dei catari era essenzialmente gnostica: erano persone dotate di grande spiritualità e credevano che lo spirito fosse puro, ma che la materia fisica fosse contaminata. Sebbene le loro convinzioni fossero poco ortodosse, il timore del papa in realtà era causato da qualcosa di molto più minaccioso. Si diceva che i catari fossero i custodi di un grande e sacro tesoro, associato ad un'antica e fantastica conoscenza. La regione della Linguadoca corrispondeva sostanzialmente a quello che era stato il regno ebraico di Septimania nell'VIII° secolo, sotto il merovingio Guglielmo de Gellone. Tutta la zona della Linguadoca e della Provenza era impregnata delle antiche tradizioni di Lazzaro (Simone Zelota) e di Maria Maddalena e gli abitanti consideravano Maria la "Madre del Graal" del vero cristianesimo occidentale. Al pari dei Templari, i catari erano apertamente tolleranti verso la cultura ebraica e musulmana e sostenevano anche l'uguaglianza dei sessi. Come livello di apprendimento e di educazione, i catari erano tra i più colti nell'Europa di quel periodo, permettendo uguale accesso all'istruzione ai ragazzi e alle ragazze. Di tutti i culti religiosi nati in epoca medievale, il catarismo era il meno minaccioso, ma la tradizione sviluppata in Provenza, già dal I° secolo, sulla storia dei discendenti di Gesù alla Chiesa romana non piaceva. Al pari dei Templari i Catari non volevano assolutamente sostenere la tesi che Gesù fosse morto sulla croce. Si riteneva così che possedessero sufficienti informazioni attendibili per smentire clamorosamente la storia della crocifissione. C'era soltanto una soluzione per un regime disperato che aveva paura di perdere credibilità. Dalla Chiesa di Roma fu impartito un ordine: "Uccideteli tutti".

Iconografia di Maria Maddalena

Nell'iconografia classica Maria Maddalena veste di nero e porta un mantello rosso, oppure, come appare in molti dipinti, sotto la tunica nera ne indossa una rossa, segno della sua dignità sacerdotale.

Viene raffigurata anche con in mano l'ampolla contenete i balsami, il libro, il cranio, l'uovo rosso, coperta dai soli lunghi capelli, circondata dagli angeli.

Probabilmente, come Gesù, ella apparteneva alla prisca setta dei Nazirei. Nazireo deriva da "Netzah" figura associata alla lunare Iside egizia e gli appartenenti alla setta vestivano tuniche nere. Maddalena trova la sua etimologia in Magdalha, "Torre", e proprio Maria Maddalena spesso veniva indicata dai Templari come Madre del Graal e sposa del Messia. Da questi i simboli si intuisce anche un legame fra il culto di Maria Maddalena e le celebri Madonne Nere, presenti non a caso soprattutto in Francia.